Migration Media Award 2017: racconti migratori dalle eccellenze del giornalismo mediterraneo

Foto di gruppo dei premiati dei 2017migration media award

Di Marilena Lovoi
Nel suggestivo scenario dei Barrakka Gardens di Valletta, si è svolta nel pomeriggio del 14 giugno, la cerimonia di consegna premi per la prima edizione del Migration Media Award. “Le migrazioni nell’area Euro-mediterranea”, questo il tema focale del concorso giornalistico, che ha premiato le eccellenze di sedici paesi, da sponda Nord a sponda Sud del Mare Nostrum.

La competizione, finanziata dall’UE, ha riunito diversi partner su iniziativa dell’International Centre for Migration Policy Development (ICMPD), tra cui l’European Asylum Supporter Office (EASO) e il Ministero degli affari esteri maltese. I 120 reportage in gara – suddivisi nelle categorie video, radio, stampa e online – sono stati analizzati da una giuria internazionale composta di giornalisti d’eccellenza.

Trentacinque reporter capaci di raccontare la complessità delle migrazioni con la necessaria obiettività, sono stati omaggiati con il riconoscimento. Gli interventi delle istituzioni presenti hanno posto l’accento sull’etica della comunicazione nell’era delle fake news e sulla fondamentale lotta contro i dilaganti stereotipi che caratterizzano l’attuale narrativa sulle migrazioni. Uno sguardo, a tutto tondo, è quello che emerge dai contributi dei vincitori: dalle difficili sfide alle opportunità della mobilità umana. I lavori dei premiati riportano nell’ensemble un percorso che parte da quelle coste meridionali fatte di povertà censura e repressione (come nel caso dell’Egitto), all’incubo della traversata, fino alle storie a noi più vicine, entro i sempre più marcati confini dei paesi dell’Unione.

Tra gli italiani premiati
•Marco Panzetti, primo classificato nella categoria video con “In Between – Troubled Waters”.
•Nella categoria online, Marco Stefanelli, Nerina Schiavo e Nadia Lucisano con il reportage “Terragiusta – a musical trip through the gardens of Rosarno”.

Tante le tematiche toccate dai partecipanti, dunque, che potranno essere approfondite ed ampliate grazie al finanziamento UE riservato ai vincitori. Una buona pratica europea atta ad incentivare la buona informazione, quanto mai necessaria nei racconti migratori.

Marilena Lovoi.
Twitter: @Marilena_Lov

Quest’articolo è stato prima pubblicato qui

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